{"id":1537,"date":"2018-09-07T10:22:24","date_gmt":"2018-09-07T10:22:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/?p=1537"},"modified":"2019-12-19T11:43:06","modified_gmt":"2019-12-19T11:43:06","slug":"di-dio-che-viene-dallidea-levinas-e-rosmini-due-prospettive-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/assoluto-realismo\/theoretical-observatory-on-the-ontological-arguments\/di-dio-che-viene-dallidea-levinas-e-rosmini-due-prospettive-a-confronto\/","title":{"rendered":"Di Dio che viene dall&#8217;idea. L\u00e8vinas e Rosmini, due prospettive a confronto"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_wp_text]\u00c8 possibile parlare legittimante di Dio senza intaccare l\u2019assolutezza che lo stesso termine evoca? Aver \u2018preso coscienza\u2019 di Dio non significa forse inglobarlo in un sapere che assimila, in una esperienza che si connota in un apprendere, in un afferrare? L\u2019alterit\u00e0 assoluta risulterebbe allora riconsegnata, restituita all\u2019immanenza, alla \u00abtotalit\u00e0\u00bb, che l\u2019\u00abio penso\u00bb dell\u2019\u00abappercezione trascendentale\u00bb abbraccia. Ci\u00f2 che significa questo nome straordinario di Dio si troverebbe allora contraddetto da questa restituzione inevitabile fino a smentire la coerenza del suo significare assoluto, del suo significare sovrano; fino a ridurre questo stesso nome ad un puro flatus vocis. Ma che possiamo cercare di diverso dalla coscienza e dall\u2019esperienza, di diverso dal sapere affinch\u00e9 accogliendo la novit\u00e0 dell\u2019assoluto, quest\u2019ultimo non si trovi spogliato dallo stesso nostro accogliere? Qual \u00e8 questo pensiero altro dell\u2019assoluto, che non possiamo ricondurre al \u00abgi\u00e0 conosciuto\u00bb, compromettendone cos\u00ec il senso, imbrigliandolo in quella relazione fra pensiero ed essere che il pensiero inevitabilmente istaura? Sarebbe necessario un pensiero e\/o un pensare che implichi una relazione senza correlativi \u2013 un pensiero non vincolato a quella rigorosa corrispondenza che Husserl aveva individuato fra noesi e noema \u2013 , un pensiero non costretto alle metafore di visione e di intenzione. Esigenza improbabile, impossibile, forse. Nondimeno a questa impossibilit\u00e0, agli albori della modernit\u00e0, ha fatto eco, secondo L\u00e9vinas, ci\u00f2 che Cartesio chiamava idea dell\u2019infinito in noi: pensiero pensante che deborda quello che la finitezza del Cogito riesce ad afferrare. Pensare Dio non si lascia ridurre in Cartesio ad una pura intenzionalit\u00e0 tematizzante, all\u2019atto di coscienza di un soggetto. Si tratta di una idea che Dio \u2013 secondo il modo di esprimersi di Cartesio &#8211; avrebbe deposto in noi. Ora, per L\u00e9vinas Cartesio avrebbe scoperto la \u00abposa in noi di un\u2019idea non inglobabile\u00bb, segno di una originaria passivit\u00e0 del soggetto. Soggettivit\u00e0 e oggettivit\u00e0 vengono cos\u00ec garantite da un\u2019istanza esterna: dall\u2019indisponibile alterit\u00e0 dell\u2019idea di Dio. L\u2019idea di Dio, \u201cdeposta in noi\u201d, non si costituisce per L\u00e8vinas come una presa di possesso di Dio da parte del soggetto, ma piuttosto la testimonianza di un\u2019apertura originaria del soggetto verso l\u2019alterit\u00e0 assoluta e inaccessibile. Si tratta \u2013 per il pensatore lituano &#8211; di una passivit\u00e0 che si situa all\u2019origine dell\u2019attivit\u00e0 del soggetto in quanto soggetto responsabile. \u00c8 in un tale ambito speculativo allora che la prospettiva l\u00e9vinassiana pu\u00f2 incontrare la prospettiva rosminiana. Anche l\u2019idea dell\u2019essere di Rosmini, infatti, non \u00e8 colta concettualmente, ma intuita. L\u2019idea dell\u2019essere intuita testimonia della passivit\u00e0 del soggetto. Tuttavia questa passivit\u00e0 fonda la sua stessa attivit\u00e0 conoscitiva. Incontro improbabile fra due prospettive lontane per non dire opposte, fra il filosofo dell\u2019essere (Rosmini) e il filosofo dell\u2019al di l\u00e0 dell\u2019essere (L\u00e9vinas). Ma l\u2019impossibilit\u00e0 di questo incontro segna anche l\u2019impossibilit\u00e0 del tema: come pensare una soggettivit\u00e0 passivamente attiva?[\/vc_wp_text][vc_tta_tour style=&#8221;flat&#8221; active_section=&#8221;1&#8243; no_fill_content_area=&#8221;true&#8221;][vc_tta_section title=&#8221;Intervento Prof. Muscher\u00e0&#8221; tab_id=&#8221;1553599161139-0591fbb6-eb04&#8243;][vc_video link=&#8221;https:\/\/youtu.be\/qLJvZsTWbyQ&#8221;][vc_wp_text]<a href=\"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/cenacolo_new_perspectives_ontological_argument_muschera.mp3\">Intervento Prof. Muscher\u00e0 &#8211; Mp3, file audio &#8211; 42 MB &#8211; (durata 44&#8242;)<\/a>[\/vc_wp_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tour][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_wp_text]\u00c8 possibile parlare legittimante di Dio senza intaccare l\u2019assolutezza che lo stesso termine evoca? Aver \u2018preso coscienza\u2019 di Dio non significa forse inglobarlo in un sapere che assimila, in una esperienza che si connota in un apprendere, in un afferrare? L\u2019alterit\u00e0 assoluta risulterebbe allora riconsegnata, restituita all\u2019immanenza, alla \u00abtotalit\u00e0\u00bb, che l\u2019\u00abio penso\u00bb dell\u2019\u00abappercezione trascendentale\u00bb abbraccia. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":1529,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[96],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1537"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1537"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1537\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1538,"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1537\/revisions\/1538"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1529"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1537"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1537"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1537"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}