{"id":621,"date":"2014-03-21T14:56:51","date_gmt":"2014-03-21T14:56:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/?p=621"},"modified":"2019-08-28T10:34:51","modified_gmt":"2019-08-28T10:34:51","slug":"tra-parole-e-parola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/la-rosminiana\/reborastudies\/tra-parole-e-parola\/","title":{"rendered":"Tra parole e parola"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_wp_text]Nato a Milano nel 1885 da famiglia piccolo borghese, Clemente fece nella citt\u00e0 lombarda i suoi primi studi e successivamente si iscrisse alla &#8220;Accademia\u00a0Scientifico-letteraria&#8221; presso la quale consegu\u00ec la laurea in Lettere. Nel 1908 inizi\u00f2 la sua attivit\u00e0 di insegnante sia nelle scuole pubbliche che in quelle private. Negli anni successivi entr\u00f2 in contatto con &#8220;La Voce&#8221;, sulla quale pubblic\u00f2 alcuni articoli, che riguardavano il problema della educazione dei ragazzi dei ceti pi\u00f9 umili, ed altri invece rivolti ai suoi amici letterati, ai quali rimproverava un eccessivo intellettualismo, asserendo la necessit\u00e0 di un avvicinamento ai problemi reali e alla quotidianit\u00e0. Scoppiata la grande guerra, fu arruolato ed inviato al fronte con il grado di sottotenente. L\u00ec scamp\u00f2 alla morte, ma un colpo di mortaio esploso vicinissimo a lui gli provoc\u00f2 uno\u00a0shocktale, che fu prima ricoverato in ospedale, poi congedato. Nel 1919 abbandon\u00f2 l&#8217;insegnamento nelle scuole governative per andare ad insegnare nelle scuole serali dei quartieri pi\u00f9 poveri della citt\u00e0: fu la sua prima scelta vocazionale. Cominci\u00f2 cos\u00ec un&#8217;esperienza di carit\u00e0 che lo port\u00f2 ad esempio ad ospitare nella sua modesta abitazione barboni del quartiere (ma talora anche prostitute) per offrire loro un pasto caldo o un letto per la notte. Nel 1931 entr\u00f2 nell&#8217;Istituto della Carit\u00e0 dei Padri\u00a0rosminiani\u00a0di Domodossola e nel \u201836 fu ordinato sacerdote. Cominci\u00f2 cos\u00ec per lui un lungo isolamento durante il quale per\u00f2 non cambi\u00f2 le sue abitudini, n\u00e9 smise di comporre versi, anche se ormai di contenuto prevalentemente religioso. Colpito da una paralisi, mor\u00ec dopo molte sofferenze fisiche nel 1957, nel Collegio\u00a0Rosmini\u00a0di\u00a0Stresa.Clemente\u00a0Rebora\u00a0fu un uomo mite, altruista, estremamente sensibile nei confronti della sofferenza altrui, sin dalla giovinezza animato dal desiderio di giovare agli altri, di essere vicino ai poveri e ai bisognosi. Umile di carattere, ma forte di temperamento, fece dell&#8217;amore fraterno la legge della sua vita traducendolo in atti concreti di carit\u00e0 e di dedizione al prossimo suo. Sacerdote\u00a0in pectore\u00a0prima ancora di essere consacrato, seppe fare sin dalla giovent\u00f9 una scelta di campo che non trad\u00ec mai.\u00a0Rebora\u00a0sotto questo riguardo incarna veramente l&#8217;ideale del buon Samaritano e ci trasmette un modello di vivere cristiano raro per i giorni nostri. Bench\u00e9 di educazione familiare laica e\u00a0positivistica, dilaniato da problematiche esistenziali in un&#8217;oscillazione continua tra una fiducia nell&#8217;opera dell&#8217;uomo e un disgusto per il mondo, tra desiderio di perfezione e coscienza dei suoi limiti, riusc\u00ec a trovare una strada d&#8217;uscita solo approdando alla fede, dopo per altro aver fatto esperienze religiose diverse ed essere stato per un po&#8217; vicino al buddismo, e abbracciando la vita sacerdotale, dopo l&#8217;esperienza sentimentale con la pianista russa Lidia\u00a0Natus\u00a0cessata nel \u201819. Egli pertanto ci ha lasciato alcune raccolte di poesie, e cio\u00e8 i &#8220;Frammenti lirici&#8221; del 1913, i &#8220;Canti anonimi&#8221; del 1922. Dopo lungo periodo di silenzio apparvero le poesie religiose, il &#8220;Curriculum vitae&#8221;, biografia in versi del 1955, e i &#8220;Canti dell&#8217;infermit\u00e0&#8221; del 1957, appartenenti al periodo del sacerdozio e della malattia. A queste seguirono altre poesie religiose.[\/vc_wp_text][vc_tta_tour style=&#8221;flat&#8221; active_section=&#8221;1&#8243; no_fill_content_area=&#8221;true&#8221;][vc_tta_section title=&#8221;Conferenza&#8221; tab_id=&#8221;1553599161139-0591fbb6-eb04&#8243;][vc_video link=&#8221;https:\/\/youtu.be\/O3s3efC72wU&#8221; title=&#8221;Intervista della Dott.ssa Elisa Manni al Prof. Gianni Mussini&#8221;][vc_wp_text]<a href=\"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/conferenza_gianni_mussini_tra_parole_e_parola_la_poesia_di_clemente_rebora.mp3\">Conferenza &#8211; Mp3, file audio &#8211; 102 MB &#8211; (durata 1h 47&#8242;)<\/a>[\/vc_wp_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tour][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I suoi versi uniscono una ricchezza formale lussureggiante, talvolta spericolata, a una musicalit\u00e0 pietrosa, persino dissonante, e a una intensa e inquieta ricerca di adesione alla vita, lo specchio di un\u2019esistenza vissuta senza sconti, con seriet\u00e0 assoluta, che affascina anche oggi chi lo incontra. Clemente Rebora \u00e8 un poeta che ha scritto e operato nella prima met\u00e0 del novecento. Il prof. Gianni Mussini, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, ne delinea i tratti fondamentali.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":623,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[88],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/621"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=621"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/621\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3397,"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/621\/revisions\/3397"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/623"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=621"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=621"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rosminiinstitute.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=621"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}