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La pedagogia rosminiana

Presentazione della pubblicazione degli "Scritti pedagogici" di A. Rosmini (a cura di padre Gianni Picenardi)

In occasione del X Corso dei Simposi Rosminiani dal titolo “Educare: come?”, padre Gianni Picenardi, ha presentato la nuova riproduzione anastatica degli “Scritti Pedagogici”. Un corpus di saggi redatti dal beato Antonio Rosmini nel corso della sua vita e che ora sono raccolti in un unico volume con l’obiettivo di offrire ad un pubblico più vasto l’opportunità di avvicinare questa preziosa parte del patrimonio culturale rosminiano.  In Rosmini l’interesse per i problemi educativi fu sempre vivo e costante. A fianco alla appassionata ricerca della verità e della sapienza, vi è sempre stata in lui altrettanto viva e vivace la preoccupazione di come trasmettere la verità trovata al fine di contribuire a migliorare l’uomo e la società. Nei vari scritti pedagogici è sempre presente l’unico fine dell’uomo: le sue scelte ed il suo agire devono essere orientati all’unione con Dio ultimo suo fine, e la verità è il fondamento dell’educazione. Per lui quindi l’educazione è un arte: l’arte di educare l’uomo. Il primo scritto è dedicato a Il principio supremo della metodica e Del metodo filosofico. Essendo poi la verità unico fondamento dell’educazione, è indispensabile la Unità dell’educazione (secondo scritto), che sappia condurre rispettivamente all’unità del fine, degli oggetti e del metodo. Inoltre, come il Roveretano afferma con forza provocatrice, una vera educazione o è religiosa o non è neppure educazione, tema trattato nel quarto scritto Dell’educazione cristiana. Non manca neppure l’attenzione ai soggetti educanti che troviamo nel quinto saggio, Libertà d’insegnamento. A questi scritti principali si aggiungono poi tutta una serie di altri brevi saggi, strumenti operativi e lettere che testimoniano l’applicazione concreta dei principi pedagogici trattati.

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