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Per un paradigma rosminiano di educazione

Rosmini, Stein e Siewerth oltre l’orizzonte hegeliano (Videocorso tenuto dal Prof. Markus Krienke)

A differenza del suo pensiero politico, quello sull’educazione in Rosmini non subiva un cambiamento nel suo pensiero maturo dopo il Nuovo saggio. Ciò permette senz’altro di trovare nei suoi scritti giovanili sull’educazione una chiave per comprendere le dimensioni di “libertà morale”, “libertà relazionale”, “autonomia personale” nel suo pensiero maturo, e soprattutto il giusto rapporto tra ragione e religione nella loro determinazione. Se quindi l’intera opera rosminiana si lascia interpretare in una luce “di educazione”, allora si evince come essa costituisce un programma di paideia per la società moderna, di “incivilmento”, nel momento decisivo del passaggio dalla “libertà degli antichi” alla “libertà dei moderni”. Allo stesso momento, Rosmini presenta anche un paradigma tutto particolare di questo concetto che si differenzia sia dai concetti della paideia antica e della Bildung moderna, riprendendo alcuni momenti centrali di Meister Eckhart e dei pensatori rinascimentali e della prima modernità. Decisivo sembra in Rosmini, che tutti i concetti di libertà, personalità, e realizzazione autonoma della natura umana, non possano essere “politicizzate”, ma possano essere comprese soltanto nella dinamica tutta individuale-personale tra moralità e religiosità, tra il relativo e l’assoluto. Se un tale concetto di educazione non troviamo tematizzato da altri ai tempi di Rosmini, lo possiamo individuare in due pensatori del ’900 ossia in Edith Stein e Gustav Siewerth. Ci sono dunque delle indicazioni importanti affinché possiamo parlare di un paradigma rosminiano di educazione.

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