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Rosmini e l’origine del linguaggio

Il problema dell’origine del linguaggio (Videocorso tenuto dal Dr. Biagio Muscherà)

Il problema dell’origine del linguaggio, anche se a prima vista non sembra uno dei contenuti portanti del sistema filosofico rosminiano, è, in realtà, un tema molto delicato e importante. Sul quale forse la critica non si è soffermata ancora adeguatamente.  Si tratta di una tematica  che ricorre a varie riprese lungo tutta l’opera del filosofo roveretano, incrociando la sua speculazione antropologico-gnoseologica e anche metafisica. A ben vedere, non poteva non suscitare l’interesse del Roveretano un tema la cui natura poteva condizionare, e in modo rilevante, l’elaborazione di una teoria antropologica e gnoseologica, determinando in qualche modo la stessa struttura della razionalità. Rosmini riflette in ambito gnoseologico su una tale questione, riconoscendo la fondamentale funzione del linguaggio in ordine al processo conoscitivo umano.
Nel presente corso di lezioni punteremo il fuoco della nostra indagine sulle valenze gnoseologiche e antropologiche, che il problema dell’origine del linguaggio assume per la determinazione della stessa concezione rosminiana della razionalità. Si tratterà in sostanza di vedere, seguendo lo sviluppo che il tema ha assunto in alcune opere del Rosmini, come esso abbia determinato in qualche modo la genesi della struttura del soggetto, aprendosi a poco a poco ad una razionalità strettamente legata alla socialità.
Ciò che ne potrebbe risultare è la scoperta, forse imprevista, che in Rosmini la ‘questione del legame’ (fra gli uomini) non riguarda esclusivamente la sua meditazione politica (in senso stretto), ma, proprio seguendo il filo della sua meditazione sull’origine del linguaggio, assume una portata ontologico-metafisica, inerendo alla stessa costruzione della razionalità, alla stessa costituzione del soggetto e del suo statuto ontologico. In altri termini, proprio la questione dell’origine del linguaggio ci potrebbe far comprendere in  modo più chiaro come quella comunione, che per Rosmini si inscrive nell’Essere trinitario, determini la nostra stessa soggettività razionale che verrebbe a costruirsi all’interno di una comunità.

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