Ultimate magazine theme for WordPress.

Aspetti etico-politici della teodicea Rosminiana

“La libertà di Dio. Sulla Teodicea di Rosmini” (Relazione del Prof. Gian Luca Sanna)

l problema della Teodicea è una costante del pensiero rosminiano e in qualche modo il culmine della sua metafisica. Già nei suoi studi giovanili si occupò del problema della storicità della libertà, quindi del problema del male, e Rosmini stesso li integrò come i primi due capitoli nell’opera matura della Teodicea. Aggiungendo un terzo lungo capitolo, egli stesso dava espressione alla sua convinzione che si possa affrontare l’enigma della libertà soltanto considerando la libertà di Dio e le sue “leggi”. Come in pochi altri luoghi del suo pensiero, egli intrecciò motivi biblici e patristici, della filosofia medievale e della riflessione moderna per affrontare filosoficamente tale problema. Da tale punto di vista egli capì la “trappola moderna” ossia che proprio la risoluzione filosofico storica della teodicea, come avviene soprattutto con Hegel, avrebbe infine reso superfluo Dio, risultato poi espresso da Nietzsche. Segnata dalla fine del progetto di una “filosofia della storia” e arresosi davanti all’incombere del male nella storia del XX secolo, la filosofia contemporanea fa fatica a realizzare ciò di cui la Teodicea rosminiana è forse l’ultima testimonianza: conciliare il dilemma tra la spiegazione razionale del male, che renderebbe superflua l’affermazione dell’esistenza di Dio, e la sua origine inspiegabile e misteriosa. E’ questo, precisamente, il tema della libertà di Dio, come unico topos dove comprendere la radicalità della libertà umana nella scelta tra bene e male, radicalità che si comprende soltanto laddove si supera un’interpretazione del male come semplice privatio boni.

Articoli correlati