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Filosofia spagnola contemporanea

Nuovi approcci metafisici ed antropologici (Videocorso tenuto dal Prof. Armando Savignano)

Il pensiero spagnolo non può eludere la figura di Don Chisciotte, la cui vicenda insieme a quella di Don Giovanni, trascende tempi e luoghi per assurgere ad emblema universale. La fantasia di Cervantes concepisce in immagini la vana illusione e il disinganno dell’uomo storico, cioè di Alonso Chisciano, il mitico protagonista che rappresenta lo stesso dramma esistenziale patito dal lettore. Questo primo romanzo moderno è una risposta non solo alla decadenza spagnola vissuta dallo stesso Cervantes, ma anche alla necessità di sottrarsi alla censura dell’Inquisizione, che perseguitò il geniale scrittore. Non è causale che il libro, intriso di ironia, sovente tende a mostrarci il contrario di ciò che vuole che noi intendiamo. L’Europa lesse il Chisciotte senza scoprirne il suo vero significato filosofico. Cervantes non parte dall’identificazione razionale della realtà, ma da un capovolgimento dell’identità logica inventando un nuovo genere: il romanzo attraverso cui si espresse con un linguaggio ingegnoso, metaforico, creativo e storico.

Che la Spagna sia stata risparmiata dalla tragedia della seconda guerra mondiale, anche se ha dovuto piegarsi ad un’altra sciagura la dittatura franchista può ingenerare il sospetto – peraltro infondato che essa sia rimasta, almeno in parte, anche estranea al complesso travaglio spirituale, specialmente a quel disorientamento della ragione che ha caratterizzato la situazione culturale europea nel primo cinquantennio del secolo scorso. L’identità della filosofia spagnola è stata oggetto di vivaci dispute; è sufficiente richiamarsi a M. De la Revilla, che era fortemente critico sul contributo originale apportato dai pensatori iberici; ed a M. Menéndez y Palayo, che ne esaltava i caratteri peculiari. Tale controversia rimanda al problema dell’esistenza di filosofie nazionali. Pur essendo la filosofia di carattere universale e pertanto trascende le frontiere geografiche, tuttavia non si può misconoscere al contempo l’importanza di un situs e un locus in cui si originano e sviluppano certe teorie. Il che non implica, ovviamente, alcuna concessione a tentazioni nazionalistiche, che sono state foriere di tante sciagure nel corso della storia. Checchè ne sia di tale vexata quaestio, il problema diviene più acuto allorché si tratta della penisola Iberica. Tuttavia, per dirimere tali controversie, non resta che esaminare tendenze, figure, movimenti e correnti del complesso mondo ispanico, onde mostrare gli elementi più significativi nell’ambito della filosofia universale senza trascurare la peculiare situazione sociale, religiosa e culturale da cui sono scaturiti. In sintesi, si può prendere le mosse dal metodo delle generazioni, così come è stato delineato da J. Ortega y Gasset, senza trascurare le varie scuole filosofiche nell’orizzonte del peculiare contesto storico sociale. Dal punto di vista tematico, è indubbiamente il problema della vita in relazione alla ragione nella sua datità individuale e storica nell’ambito di preoccupazioni etico antropologiche a costituire il filo conduttore e l’alveo ‘metafisico’nel quale confluiscono le molteplici riflessioni e l’apporto originale del pensiero spagnolo, almeno nel Novecento.

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