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L’eredità di Giuseppe Capograssi per il 21º secolo

Intervista del Prof. Markus Krienke al Prof. Francesco Mercadante

Nell’intervista con Francesco Mercadante, presidente della Fondazione Capograssi, emerge la personalità intellettuale di Giuseppe Capograssi, noto filosofo del diritto del 20º secolo che si è ispirato al pensiero di Antonio Rosmini. Capograssi è nato nel 1889 a Sulmona negli Abbruzzi e nel 1911 si laureò in giurisprudenza presso la Sapienza. Insegna giurisprudenza a Macerata, Padova, Napoli e Roma. Membro fondatore dell’Ugci (Unione giuristi cattolici italiani), fu il loro primo presidente. Poco prima della sua morte, è stato nominato giudice della Corte Costituzionale, nomina che prima non voleva accettare e poi accettava con umiltà. Non poteva mai realizzare questa nomina, perché pochi giorni prima, nel 1956, Capograssi morì a Roma

Nell’intervista, viene considerato il concetto centrale capograssiano dell’“esperienza giuridica” all’interno dell’evoluzione del suo pensiero e soprattutto l’influsso di quest’ultimo sul riordinamento dello Stato e del diritto dopo l’esperienza totalitaria del fascismo.

Importante, per caratterizzare il pensiero e il contributo di Capograssi, è la sua statura di pensatore cristiano e l’espressione convinta e creativa di questo commitment nella sua prassi da giurista.

Infine, viene collocato il suo pensiero all’interno dell’importante filone della filosofia del diritto rosminiana, sia per quanto riguarda gli elementi rosminiani espressi in esso, sia per quanto al suo rapporto con Sergio Cotta, altro noto giurista italiano e giovane contemporaneo di Capograssi.

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