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L’uno – I molti

Nuove interpretazioni rosminiane a partire dalla Teosofia - VII Cenacolo Filosofico - Varese 24-26 maggio 2013

Il compito della IV fase consiste, in occasione della VII edizione del Cenacolo filosofico rosminiano a Varese, nel recupero di un confronto importante di cui la ricerca rosminiana negli ultimi anni non ha voluto cogliere: si tratta dello studio di Massimo Donà, “L’uno, i molti”, opera del 2001 passato pressoché inosservato dagli studiosi rosminiani. Attraverso il confronto della metafisica rosminiana con Hegel, Donà rileva le potenzialità speculative del Roveretano “oltre lo scacco heideggeriano”, ma al costo di ridurre la metafisica rosminiana delle dimensioni dell’actus essendi, della differenza ontologica, e della forma morale dell’essere. Ma le indicazioni di Donà circa un approccio metafisicamente forte possono essere riprese costruttivamente per indicare oggi la rilevanza della teoresi del Roveretano quando si tratta di molte “domande di confine”, di cui vengono trattate esplicitamente tre: con la teologia, con la medicina e con l’estetica. Sempre si sottolinea come Rosmini sia in grado di delineare una prospettiva oltre l’alternativa tra oggettivismo o soggettivismo, senza dover accettare i presupposti del pensiero heideggeriano. Ciò porta ad una nuova declinazione delle dimensioni della “generatività” nel discorso filosofico-teologico, dell'”abbandono” nel discorso filosofico-medico, e della “bellezza” in quello filosofico-estetico.

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