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Rosmini dopo il “ritorno della religione”. Metafisica e Democrazia

“Metafisica e Democrazia” (Relazione del Prof. Don Fernando Bellelli)

Di fronte alla sfida attuale del “ritorno della religione” s’intende affrontare il problema “democrazia e metafisica” a partire dal duplice plesso tematico: “verità e maggioranza” e “libertà di coscienza ed ethos/legge universale”. Se intendiamo con democrazia non solo il demos, ma anche il laos, inteso come popolo che si riconosce in determinate “configurazioni rituali”, il religioso si colloca al punto di intersezione tra il politico e il metafisico. Cruciale in Vattimo, Habermas e Skinner, come questione sottesa al problema “democrazia e metafisica” è la questione del soggetto. L’ermeneutica che s’intende proporre è quella d’interpretare il soggetto a partire dal riconoscimento del principio religioso come elemento costitutivo e fondativo dell’identità del soggetto stesso e, rosminianamente, articolare tale elemento come essenziale a proposito della teoresi relativa alla libertà ontologica del soggetto medesimo. Oltre a ciò si vuole porre attenzione teoretica alla differenza tra soggetto e persona, avvalendoci anche del punto di vista di Friedrich A. Trendelenburg. Senza vera “altra metafisica” non ci può essere vera democrazia, bensì processi (giuridico-)sociali cripto-idolatrici, che illudono che la comunità sia democratica, mentre ciò che, tramite la riduzione o la manipolazione del (metafisico-)religioso, viene impedito di esercitare in pienezza è proprio la libertà veramente etico-normativa del soggetto/persona.

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