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Il cogito dopo Cartesio

Sviluppi moderni e contemporanei - (Videocorso tenuto dal Prof. Gianfranco Soldati e registrato all’Istituto di Studi Filosofici di Lugano) - Registrazione completa

Il Cogito di Cartesio si trova al centro di un complesso argomento filosofico che attribuisce un ruolo essenziale alla nozione di soggetto da un punto di vista epistemologico e metafisico.
Dal punto di vista epistemologico, il cogito costituisce una forma particolare di conoscenza “sui generis” che ogni soggetto possiede della propria attività mentale e di se stesso come origine di tale attività mentale. Secondo Cartesio tale conoscenza si caratterizza per il fatto di essere dotata di certezza e d’indubitabilità. Nessuna conoscenza di origine empirica sarebbe dotata di tali attribuiti. In quanto conoscenza da parte del soggetto di se stesso alla prima persona, la conoscenza di cui parla Cartesio costituisce un esempio paradigmatico di auto-co(no)scienza.
Dal punto di vista metafisico, il cogito si trova al centro di un argomento che stabilisce la natura “sui generis” del soggetto, considerato come res cogitans e non come res extensa. Cartesio apre così la via al dualismo ontologico moderno e contemporaneo che si basa sull’idea che esiste un’opposizione metafisica tra soggetto e corpo, fra mente e materia.

 

Bibliografia:

Cartesio, Meditazioni (soprattutto 1 e 2)
Hintikka, Jaakko. 1962. Cogito, Ergo Sum: Inference or Performance? Philosophical Review 71 (1): 3-32.
Hintikka, Jaakko 1963. Cogito, Ergo Sum as an Inference and a Performance. Philosophical Review 72 (4): 487-496.
Longuenesse, Beatrice. 2008. Kant’s ‘I Think’ Versus Descartes’ ‘I Am a Thing That Thinks’. In Kant and the Early Moderns, edited by Daniel Garber and Béatrice Longuenesse. Princeton University Press.
Hatfield, G. 2003. Descartes and the Meditations. Oxon: Routledge.
Hume, Treatise,  I, iv, 6: Personal Identity.
Kant, Kritik der reinen Vernunft,  §§24 ff.

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